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Paolo Mazzarelli in Lettere a un giovane poeta

Cartellone 2026 - 2027 / Teatro

Lettere a un giovane poeta Date: 6 - 11 Aprile 2027

© Manuela Giusto

Cartellone 2026 - 2027 / Teatro

Lettere a un giovane poeta Date: 6 - 11 Aprile 2027

Paolo Mazzarelli in Lettere a un giovane poeta
Paolo Mazzarelli in Lettere a un giovane poeta

© Manuela Giusto

"Un'opera d'arte è buona se nasce da necessità": questo, insieme a molto altro, scrive Rainer Maria Rilke nella prima delle lettere rivolte al giovane Kappus, aspirante poeta che gli chiede un'opinione sul valore dei suoi versi.

E allora, da quale necessità nasce il mio desiderio di portare a teatro queste straordinarie lettere nate per essere lette da una sola persona e diventate nel corso dei decenni, quasi per caso, una guida universale al creare, al comprendere e, in definitiva, al vivere?

Innanzitutto dalla mia personale necessità di trovare nella visione di Rilke una guida per comprendere meglio quest’epoca che sembra perduta, e di provare, nel rito collettivo del teatro, a condividerne la forza illuminante.

E poi dalla convinzione, maturata in me da anni, che questo materiale unico e (non) letterario, gravido di luce e di linfa vitale, chieda, senza neppure saperlo né volerlo, di essere portato a teatro. A cent’anni esatti dalla morte del grande poeta, ho così accolto il compito semplice e smisurato di dare la mia piccola, personale risposta a questa richiesta.

Con una messa in scena essenziale, coadiuvato da pochi oggetti scenografici, dalle poetiche animazioni di Nora e dagli illuminanti squarci musicali di Stephan Micus, proverò a essere all’altezza delle parole e della visione che questo testo custodisce.

– Paolo Mazzarelli

Di tali discese e rinascite, Paolo Mazzarelli si è fatto interprete sublime; non limitandosi a dare corpo e voce alle parole di Rilke nella duplice veste emotiva di colui che le scrive e di colui che le legge (Kappus), ma illustrandole con una presenza scenica che si è fatta carico dell’intera complessità dello scritto e lo ha offerto al pubblico senza presunzione o sciocca intellettualità; ma così, semplicemente: condividendo pensieri, sensazioni, passioni con la purezza di colui che ha percepito e, come i bambini, lo restituisce senza mediazioni cervellotiche.

– Pierluigi Pietricola, Sipario


In un’epoca dominata dall’urgenza dell’esposizione e della risposta immediata, queste lettere risuonano con una forza controcorrente. Il teatro diventa allora il luogo in cui questa resistenza può ancora manifestarsi: uno spazio protetto in cui la fragilità del pensiero non viene affrettata, ma accolta. […] Lettere a un giovane poeta non promette consolazioni né celebrazioni spettacolari. Propone piuttosto un esercizio di presenza. Chiede allo spettatore ciò che Rilke chiede al suo interlocutore: il coraggio di restare, di non comprendere tutto subito, di accettare che alcune verità abbiano bisogno di tempo. Forse è anche in questo indugiare che il teatro ritrova una delle sue funzioni più alte.

– Rita Borelli, Il palchetto

6 - 11 Aprile 2027

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