di Sébastien Thiéry
versione italiana di Gianluca Ramazzotti e David Conati
con Gianluca Ramazzotti, Elena Arvigo
e con Camilla Ferrara
regia Marcello Cotugno
scene Alessandro Chiti
luci Giuseppe Filipponio
costumi Giulia Iacovacci
produzione OLIVER & FRIENDS srls
In collaborazione con 58° Festival di Borgio Verezzi
Un testo comico, attuale e romantico per la versione italiana dello spettacolo finalista al Premio Molière 2024 come miglior commedia dell’anno a Parigi.
Una coppia di successo, intrappolata in una vita monotona, scopre di essere ripresa da una misteriosa webcam nascosta in cucina. Questa situazione surreale, nuova e inattesa si trasformerà in un’occasione per ritrovare il senso profondo della loro relazione.
La pièce di Thiéry squarcia la vita di una coppia, in un plot sulla crisi coniugale. Di formidabile attualità, secondo Le Monde indaga con taglio brillante e toccante i confini dell’intimità e i paradossi della privacy, osservandoli con lente antropologica.
Gianluca Ramazzotti ed Elena Arvigo (già Premio alle Maschere del teatro come “attrice italiana per il miglior monologo”) trascinano il pubblico nella quotidianità dei protagonisti, per una riflessione profonda su un mondo dove tutti abbiamo l’impressione di essere osservati.
Un’opera complessa che impone una riflessione profonda sulle dinamiche di coppia, ma anche sulle trasformazioni cui è sottoposta la nostra società, posta dinanzi al travolgente affermarsi della dimensione tecnologica che Thiéry osserva attraverso la lente antropologica.
L’edizione italiana, ottimamente adattata, si avvale dell’intelligente regia di Marcello Cotugno che ha saputo dare risalto ai vari sottotesti contenuti in questa commedia, con un lavoro accurato sia per quanto concerne il ritmo dello spettacolo, rapido e vivace, sia la recitazione che alterna, in maniera sapiente, ironia a drammaticità. Per questo si è avvalso di due ottimi attori, Gianluca Ramazzotti ed Elena Arvigo (rispettivamente nel ruolo di Gianmarco e Caterina) che hanno saputo rendere due figure sfaccettate e complesse con una recitazione di grande finezza, attenta alle inflessioni vocali e alla gestualità sempre contenuta e dominata con maestria.
– Mauro Canova, sipario.it