
Più di venticinque anni di repliche. Ininterrotte. Quasi a sfidare il mito dell’Arlecchino strehleriano. Ma qui l’orizzonte è parecchio diverso. Sia per la natura privata della produzione. Sia perché lo sfondo sono le pendi- ci del Vesuvio. Come racconta “Shakespea Re di Napoli”, da martedì al Franco Parenti. A firmarlo Ruggero Cappuccio, direttore del Napoli Teatro Festival.
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