
Una lunga (lunghissima) stagione di teatro. Con un’inattesa data di chiusura: 27 giugno 2021. Scelta impavida. In un periodo in cui non si sa bene cosa aspettarsi per il giorno dopo. Il Franco Parenti si guadagna così a mani basse il titolo di palcoscenico più ottimista dell’universo. Vero anche che il dialogo con la città non si è mai interrotto. Perfino nei momenti più difficili. E questo va riconosciuto al Pier Lombardo. Specie in una città che ha visto alcuni teatri abbassare la saracinesca e darsi alla macchia. S’incrociano dunque le dita. E ci si concentra sulla visione artistica. Che Andrée Ruth Shammah introduce citando Rainer Maria Rilke: «Bisogna, alle cose, lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione che viene dal loro interno e che da niente può essere forzata o accelerata.
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