
Nikolaj Vsevolodovic Stavrogin, il nichilista. Non lo si può descrivere in altra maniera. La sua vita è la messa in pratica di un’idea: la libertà assoluta. Il vivere liberi da qualsiasi legge, umana o divina. Ma può l’uomo gestire con coscienza morale, una tale ubriacatura esistenziale? Su questo si interroga Mino Manni ne “La Confessione”, da stasera al Franco Parenti ad aprire un breve “Percorso Dostoevskij” che si declinerà anche in “Delitto e Castigo” e “Il topo del sottosuolo”, trittico di adattamenti firmati dallo stesso Manni insieme al regista Alberto Oliva.
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