
Una storia di ribellione e di emancipazione che rende omaggio, trasfigurandola in letteratura, alla storia vera di Franca Viola, la diciottenne siciliana che nel 1965 osa rifiutare il matrimonio riparatore in seguito a stupro. È la prima donna in Italia a non sottomettersi al codice Rocco, il cui articolo 544 prevedeva l impunità per il maschio violentatore in caso avesse poi sposato la sua vittima. Franca dice no e denuncia Filippo Madonia, figlio di famiglia mafiosa, che finirà in carcere. Il codice Rocco verrà abolito solo nel 1981, quasi vent’anni prima una ragazzina di Alcamo, sostenuta dal padre, aveva aperto la strada opponendosi a un sistema patriarcale che vestiva di legalità la violenza. Una rivoluzione gentile e inesorabile che nel romanzo e quindi nello spettacolo si incarnano nella figura di Oliva, adolescente coraggiosa che diventa protagonista delle sue scelte. Lo fa di slancio, temeraria e consapevole, perché ha imparato a guardare e ad ascoltare, a farsi e a fare delle domande, a dare un peso alle parole, a prendere posizione sulle piccole cose anche se nessuno le bada.
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