Cartellone 2025 - 2026 / Teatro
Lettere a un giovane poeta Date: 7 - 12 Luglio 2026
© Manuela Giusto
Cartellone 2025 - 2026 / Teatro
Lettere a un giovane poeta Date: 7 - 12 Luglio 2026
© Manuela Giusto
di Rainer Maria Rilke
interpretazione, adattamento e regia Paolo Mazzarelli
animazioni Nora
disegno luci Matteo Ziglio
musiche Stephan Micus
con il sostegno di Compagnia Umberto Orsini
E allora, da quale necessità nasce il mio desiderio di portare a teatro queste straordinarie lettere nate per essere lette da una sola persona e diventate nel corso dei decenni, quasi per caso, una guida universale al creare, al comprendere e, in definitiva, al vivere?
Innanzitutto dalla mia personale necessità di trovare nella visione di Rilke una guida per comprendere meglio quest’epoca che sembra perduta, e di provare, nel rito collettivo del teatro, a condividerne la forza illuminante.
E poi dalla convinzione, maturata in me da anni, che questo materiale unico e (non) letterario, gravido di luce e di linfa vitale, chieda, senza neppure saperlo né volerlo, di essere portato a teatro. A cent’anni esatti dalla morte del grande poeta, ho così accolto il compito semplice e smisurato di dare la mia piccola, personale risposta a questa richiesta.
Con una messa in scena essenziale, coadiuvato da pochi oggetti scenografici, dalle poetiche animazioni di Nora e dagli illuminanti squarci musicali di Stephan Micus, proverò a essere all’altezza delle parole e della visione che questo testo custodisce.
– Paolo Mazzarelli
Di tali discese e rinascite, Paolo Mazzarelli si è fatto interprete sublime; non limitandosi a dare corpo e voce alle parole di Rilke nella duplice veste emotiva di colui che le scrive e di colui che le legge (Kappus), ma illustrandole con una presenza scenica che si è fatta carico dell’intera complessità dello scritto e lo ha offerto al pubblico senza presunzione o sciocca intellettualità; ma così, semplicemente: condividendo pensieri, sensazioni, passioni con la purezza di colui che ha percepito e, come i bambini, lo restituisce senza mediazioni cervellotiche.
– Pierluigi Pietricola, Sipario
In un’epoca dominata dall’urgenza dell’esposizione e della risposta immediata, queste lettere risuonano con una forza controcorrente. Il teatro diventa allora il luogo in cui questa resistenza può ancora manifestarsi: uno spazio protetto in cui la fragilità del pensiero non viene affrettata, ma accolta. […] Lettere a un giovane poeta non promette consolazioni né celebrazioni spettacolari. Propone piuttosto un esercizio di presenza. Chiede allo spettatore ciò che Rilke chiede al suo interlocutore: il coraggio di restare, di non comprendere tutto subito, di accettare che alcune verità abbiano bisogno di tempo. Forse è anche in questo indugiare che il teatro ritrova una delle sue funzioni più alte.
– Rita Borelli, Il palchetto

