
Nel 1968 il ventunenne Giovanni Sanfratello decide di andare a vivere con Aldo Braibanti, l’uomo che ama, uno scandalo per l’Italia di quegli anni: il padre affida il ragazzo agli psichiatri con la speranza di «guarirlo dalla seduzione» mentre il suo amante, intellettuale antifascista, viene processato e diventa l’unico imputato ritenuto colpevole del reato di plagio nella storia giudiziaria italiana.
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