
Nel camerino del Teatro Parenti di Milano, Alessandro Haber attacca in prova La valigia dell attore, la canzone che è stata scritta apposta per lui da Francesco De Gregori. Una valigia piena di abiti di scena tagliati su misura, dal tragicomico vedovo Paolo che piange la sua Adelina in Amici miei atto II fino all agiografico Antonio deLa vera storia di Antonio H. Dentro quella valigia ci sta mezzo secolo di cinema e tanto teatro. E infatti aprendola ritrovi anche la «parrucca platinata» per un Arlecchino rimasto unico nella storia nazionalteatrale. Nella storia dello spettacolo d arte varia, Haber sfugge ad ogni clichè, in quanto istrionico come pochi ormai, entra ed esce da un ruolo all altro, continuamente alla ricerca di frammenti della sua anima attoriale, perché dice, con la voce roca impastata dalle mille sigarette diventati mozziconi d esistenza: «Per me recitare è vivere. Nella vita reale di tuttii giorni mi sento da sempre inadeguato. Io sono me stesso solo quando sono sul palco che recito e canto o sul set mentre giro un film.
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