
Non contiene tutti i mali del mondo, ma è luogo abitato da una varia umanità di passaggio, che racchiude in sé una miriade di micro storie individuali. Fresco di debutto alla Biennale Teatro di Venezia, «Pandora», il nuovo spettacolo che conferma il talento della giovane compagnia di stanza a Milano, arriva sul palcoscenico del Teatro Parenti, che lo coproduce insieme con il Teatro Stabile di Torino, da domani al 4 ottobre. Riccardo Pippa — sua l’ideazione e la regia con il supporto drammaturgico di Giulia Tollis — questa volta non nasconde gli interpreti dietro le maschere di Ilaria Ariemme, che avevano caratterizzato gli spettacoli precedenti («Sulla morte senza esagerare» e «Visite») e di cui rimane traccia in un solo personaggio a mo’ di «marchio di fabbrica», ma conserva la scelta di non usare parole, se non pochissime quando indispensabili alla narrazione. «Il bagno pubblico», spiega Pippa, «è lo spioncino dal quale vedere ciò che nei diversi con testi sociali non si può vedere, un “a parte” dove gestire gli imprevisti della vita o rompere, in qualche modo, un qualsiasi ordine stabilito.
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