
Quanto siamo obbligati ad avere successo per sentirci degni di esistere? Qui raccontiamo il nostro diritto al fallimento, una storia che riguarda tutti noi». Silvio Orlando, in questi giorni al cinema nel film di Paolo Sorrentino Parthenope, è attesissimo al Teatro Franco Parenti per Ciarlatani di Pablo Remón. Dieci capitoli per quattro attori impegnati in una moltitudine di personaggi, un testo ironico e impietoso dove, tra un produttore cocainomane e un attore underground incomprensibile perfino a se stesso, il mondo del cinema e del teatro svela frustrazioni, storture e ambizioni di basso profilo.
Uno spettacolo senza una vera e propria trama, più facile da vedere che da raccontare: il tutto ruota attorno alla storia di due personaggi principali.
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