
In Marjorie Prime Vogel ha fatto un bel salto di maturità e di sensibilità, non prendendo in alcuna considerazione – almeno così a me pare – la via più facile, di volere fare a tutti i costi qualcosa di “strano”, ma è rimasto legato a un testo di cui ha saputo mettere bene in luce l’angosciosa profondità, l’incapacità di parlarsi, di andare fino in fondo, le gelosie fra i personaggi. Guidando gli attori sul crinale – difficile – che racconta la disperazione, il non capirsi, di sapere vivere quel che c’è o quel che resta.
Le altre notizie
Le altre notizie
-
Il Giornale – Fiori, indie, poesia, prosa. Al Parenti arriva l’estate
29 Maggio 2026
-
Il Foglio – Chi come noi
27 Maggio 2026
-
Milanoweekend – Riaprono le piscine dei Bagni Misteriosi: weekend di festa con fiori, mercatini e gelato gratis
26 Maggio 2026
-
Corriere della sera – E vissero senili e contenti
16 Maggio 2026




