
Al centro del palcoscenico, Tessa Ensler, la protagonista di Prima Facie , lo chiede a sè e a milioni di donne nel mondo. Viene dai sobborghi poveri di Londra, ma è diventata un avvocata penalista di successo, specializzata nella difesa di imputati accusati di violenza sessuale. Tassello dopo tassello, in aula smantella accusa e testimonianze, convinta che la Giustizia risieda nella rigorosa applicazione della Legge. Una notte, ma, si trova dall’altra parte, vittima lei stessa di una violenza perpetrata da un collega con cui aveva iniziato un flirt: una bottiglia di vino, buon sesso, poi un «no» che lui ignora, calpesta, viola. E Tessa (il cui cognome e, forse non a caso, lo stesso dell autrice di I monologhi della vagina, Eve Ensler) vede crollare tutta la sua fede nel sistema giustizia. A raccontare la sua storia e la scrittrice e avvocata australiana Suzie Miller in un romanzo, poi monologo teatrale ( Prima Facie , Neri Pozza), diventato subito un caso a livello globale: tradotto in 20 lingue e rappresentato in 38 Paesi, anche molto diversi tra loro, da Broadway alla Serbia, fino in Cina, ha portato la sua autrice all’Onu. In Italia e arrivato con Melissa Vettore protagonista e la regia di Daniele Finzi Pasca, che lo porteranno al Franco Parenti di Milano per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
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