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Il Fatto quotidiano – “La vita è una m.” – Lo dice la Bibbia. E’ una da Pulitzer

2 Novembre 2026

«La merda che ti succede non è fatta per essere capita, dice la Bibbia», o almeno dice la Pulitzer Martyna Majok, autrice polaccoamericana che nel 2018 si è aggiudicata il premio con Cost of Living. «Il costo della vita», traduce Google: a dieci anni dal debutto newyorkese (2016), la pièce arriva per la prima volta in Italia al Franco Parenti, diretta da Raphael Tobia Vogel, un regista col fiuto per i tartufi della drammaturgia contemporanea non ancora dissotterrati sulle scene nostrane.
Le premesse sono allettanti e, se si sommano a un cast fenomenale e a una scena iconica, lo spettacolo si candida già a essere uno dei migliori della stagione, pur appena iniziata e sonnacchiosa.
Premi assai meritano gli straordinari interpreti: non solo Sara Bertelà e Filippo Lai nei non facili panni dei non abili, ma pure Pietro Micci e Martina Sammarco, altrettanto vulnerabili e indifesi dei «partner» condannati alla sedia a rotelle.
E premio sia anche per la ripremiata Margherita Palli, la decana degli scenografi, che qui disegna uno spazio orizzontale, à la Hopper o à la Friends, con due appartamenti antitetici e ancillari – l’uno spoglio e tristanzuolo; l’altro ricercato e snob – ben valorizzati dalle luci di Oscar Frosio. In soldoni, qual è il costo della vita?