
Manicomio, terapia, festa: il teatro, in sintesi. Andrée Ruth Shammah– alla sua ultima regia, al Parenti di cui è anche direttrice – non poteva scegliere pièce più felice di Chi come me di Roy Chen, tenendola in cartellone per un mese di recite e in un programma intelligentemente politico, che ospita in contemporanea – per dire – Tre sorelle nel regime iraniano o la Russia anticonformista di Paolo Nori.
Chi come me (edito qualche settimana fa in Italia da Giuntina) si ispira a un esperienza vissuta in prima persona da Chen, scrittore, traduttore e drammaturgo stabile del Teatro Gesher di Tel Aviv: “D estate, nel 2019, ho ricevuto una telefonata da un Centro di salute mentale. Era ora! , ha commentato mio padre”, benché Roy fosse stato chiamato in qualità di artista, non di psicotico. È una commedia, è una tragedia: “Speravo che questo testo potesse far salire, almeno un po , il livello di compassione che è sempre a rischio di affievolirsi”.
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