
Da qualche anno, il teatro italiano, in crisi di fantasia creativa, va alla ricerca di nomi della politica da trasformare in personaggi. A cominciare da Mussolini che fa guadagnare sempre molto, come ben sa Antonio Scurati, o i recentissimi «Matteotti» di Laura Cotugno e Giampiero Borgia col sottotitolo «Un intervento d’arte drammatica in ambito politico» e il «Berlinguer» di Luca Telese che ha trasformato il suo romanzo, dedicato alla scorta del segretario Pci, in monologo. Non poteva mancare alla galleria Margherita Sarfatti a cui si è ispirata, su idea del critico d’arte Massimo Mattioli che su di lei ha scritto un bel volume e Claudia Coli, la drammaturga Angela Demattè per lo spettacolo «Sarfatti» al Teatro Parenti da domani al 14 Luglio con regia di Andrea Chiodi.
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