
Aprire un libro. Ed esserne travolti. Ogni tanto succede. Un pò come inciampare in una storia d’amore. Cambia l’orizzonte, ci si scopre diversi, stupiti. A molti sarà successo con i romanzi di Javier Marías, con quella sua scrittura incredibilmente ricca, capace di indagare le sfumature della testa e dei corpi. Mancherà tantissimo. A Silvio Orlando qualche tempo fa è successo invece con «La vita davanti a sé» di Romain Gary, Premio Goncourt a metà Anni Settanta. Un colpo di fulmine. Dopo una lettura. E da lì il desiderio di adattarlo per il teatro.
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