La Lettura – Gianni Forte nella mente del serial killer di tre ragazze
10 Marzo 2025

I gialli classici sì (Agatha Christie con Trappola per topi è in scena a Londra da settant’anni), ma è molto raro che a teatro si metta in scena lo psicothriller, genere che, dal 1960, ha moltiplicato con Psycho il conto in banca di Hitchcock, senza interessi per Freud. Ora ci prova Gianni Forte che, dopo tre decadi di doppio e glorioso cognome sulla scena internazionale, ricci/forte, duo teatrale fondato con Stefano Ricci, complici Luca Ronconi e Edward Albee, dopo gli anni della Biennale, torna a vivere teatralmente e a scrivere da solo. Lo fa su commissione del Franco Parenti di Milano e Andrée Ruth Shammah (produttori) e Fausto Cabra, regista di Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo, titolo alla Wertmüller che nasconde la spaventosa storia schizo-biografica del serial killer Billy Milligan (1955-2014), già raccontata nel 2016 dal regista premio Oscar M. Night Shyamalan in un film dal titolo super conciso, Split, che nel senso di spiazzato annuncia lo psicotico soggetto clinico.
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