
Esibizioni In tempi di distanziamento, il palcoscenico è stato portato in piazze e paesi. Lo fa da anni Fabio Cherstich con la lirica, lo hanno fatto ora Andrée Ruth Shammah nella Lombardia ferita, Davide Livermore in Liguria, il Regio di Parma con il caravan di Verdi Tespi, chi era costui? Leggendario poeta e drammaturgo ateniese del VI secolo a.C. — considerato l’inventore della tragedia greca — si spostava da una città all’altra dell’Attica con un carro sul quale si innalzava un palco. Da lì recitavano gli attori per far conoscere l’arte, la poesia, per allietare e far pensare. Tespi — progenitore delle compagnie girovaghe che portavano il teatro dove non c’era — è il capostipite ideale di tutti gli attori nomadi, di tutti i senzaterra dell’arte scenica. E proprio in questo periodo difficile per il teatro, mesi di chiusura delle sale, di confinamento personale, di cancellazione e difficoltà di ogni tipo, sono rinati i carri di Tespi, certo hanno molti più cavalli, motorizzati in questo caso, perché sono camion o pulmini ideati per superare l’isolamento e portare il teatro sotto le case, nelle piazze, all’aperto. Si arriva su uno spiazzo, il camion si apre e svela un palcoscenico con luci, scene, costumi, fondali, attori, cantanti. Magia antica, teatro e familiarità, bisogno di comunicazione più stretta. E sui carri è corsa la prosa, la lirica, il cabaret.
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