
Per portare in scena questa partitura in equilibrio tra fantascienza e dramma famigliare à la Bergman, giocato su sfumature e chiaroscuri, vuoti affettivi e inganni della memoria nel corto circuito tra vita reale e digitale, serve un cast all’altezza. Vogel l’ha trovato. A cominciare da Ivana Monti, gran signora del teatro, «perfetta per intelligenza, umorismo caustico, sensibilità. Si è messa a disposizione con una generosità enorme».
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