La Repubblica – Negli equivoci di Ernesto la satira smagliante di Wilde
4 Novembre 2025

Una commedia frivola per gente seria. Sono passati centotrent’anni dal debutto londinese, ma L’importanza di chiamarsi Ernesto non ha perso un grammo del suo smagliante splendore satirico. Tutto merito del suo autore, Oscar Wilde, che vide la sua pièce trionfare a teatro e poi essere ritirata dalle scene perché, nel frattempo, venne portato in tribunale con plateale scandalo e l’accusa di sodomia. Giudicato colpevole, finì per due anni ai lavori forzati. Umiliato e messo alla gogna dal conformismo perbenista di quella stessa società che nelle sue opere aveva brillantemente ridicolizzato, svelandone con raffinata impertinenza la doppia morale. Come succede in The Importance of Being Earnest (titolo giocato sull’assonanza tra Ernest ed Earnest, che in inglese vuol dire onesto), prodigiosa macchina drammaturgica che fa a pezzi la cinica vacuità del bel mondo vittoriano dove tutti fanno finta di essere quel che non sono.
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