
Al Parenti Fabrizio Gifuni mette in scena l intellettuale e il politico «I corpi ai quali non riusciamo a dare degna sepoltura tornano periodicamente a far sentire la propria voce». Fabrizio Gifuni conosce bene, ormai, le voci dell artista e intellettuale Pier Paolo Pasolini e del politico e statista Aldo Moro, entrambi morti ammazzati protagonisti della storia d Italia evocati in due spettacoli da domani al Parenti in sequenza. Si tratta di Il male dei ricci. Ragazzi di vita e altre visioni e Con il vostro irridente silenzio. Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro: il racconto di un epoca densa di segreti e fantasmi e di verità sottaciute come furono effettivamente gli anni Settanta in Italia. Tra queste verità, quasi sempre scomode, ci sono quelle svelate e vissute da due uomini così diversi, e per di più in condizioni diverse: il primo nell atto creativo, il secondo nella prigionia in cui lo avevano condannato i terroristi delle Brigate Rosse. Fabrizio Gifuni dà forma non solo alle anime ma anche ai corpi di Pasolini e Moro: «Sono – spiega l’attore – corpi su cui inciampa, dosi le caviglie, un intera nazione». Naturalmente perché l istinto primario sarebbe quello della rimozione.
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