
«Sissi ha anticipato tempi e battaglie in un periodo storico di grandi trasformazioni spiega l’interprete, che in scena canta anche un brano.
Di lei si ha un immagine cristallizzata per colpa del cinema. La sua voce invece e netta, soprattutto verso la corte nella quale si sentiva un uccello in gabbia e che chiamava “una schiatta depravata”. La battaglia di Sissi avveniva a partire dal suo corpo, soffriva di anoressia: rifiutando il cibo rifiutava quella corte. Oggi davvero servirebbe un film che raccontasse la vera Elisabetta». Intanto c e questa piece che vive in una scenografia “da cabaret tragico”, in cui dominano bianco e nero, e con i costumi di Paola Marchesin a giocare tra passato e contemporaneo. «Sissi testava il marito Francesco Giuseppe, odiava la guerra. Conobbe l’amante ufficiale dell’Imperatore, Katharina Schratt detta l’Imperatrice senza corona, e attraverso di lei fu bel felice di liberarsi da qualsiasi dovere coniugale. Al marito e a questa donna dedicò addirittura una sua poesia». Sissi teneva molto alle sue parole e al fatto che filtrasse prima o poi la sua verità «tanto che fece tre copie dei suoi Diari, una copia la nascose nella sua palestra personale».
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