scritto e diretto da Salvatore Cannova
con Clara Bray, Eletta Del Castillo
elementi scenici, costumi e luci Salvatore Cannova
produzione Teatro Franco Parenti
con il sostegno di Spazio Franco e Teatro Studio Uno
e con il patrocinio del centro clinico per la sofferenza psicologica “Lo Spazio”
progetto realizzato con la collaborazione del Teatro Libero Palermo, nel quadro dell’iniziativa “per Un Teatro Necessario”
Menzione al merito alla drammaturgia – Premio “Giuseppe Antonio Borgese 2019”
Con un racconto autobiografico che affonda nella vita e nelle vicende della nonna Giacomina, Salvatore Cannova si interroga su un male che ha molti nomi e poco ‘soluzioni’: depressione, malinconia, malattia del secolo, mal di vivere.
In un borgo dell’entroterra siciliano – tra giochi da bambine e balli di carnevale, assenze e piccole felicità domestiche – si snoda un’amicizia lunga una vita. Giacomina è sempre curata, sempre sorridente, capace di celare il suo profondo malessere a molti ma non a Cettina, la sua migliore amica che le inventa tutte pur di far allontanare i cattivi pensieri, eppure non riesce a salvarla dal proprio abisso.
In scena, Clara Bray ed Eletta del Castillo evocano un’intera esistenza attraverso ciò che resta: oggetti, ricordi, frammenti. Uno sguardo intimo e umano sul dolore e sull’amore che resiste, anche quando sembra troppo tardi.
Il testo dello spettacolo è efficace tanto quanto la messa in scena. Con pochi oggetti si descrive la quotidianità dei due personaggi, ma soprattutto – e sorprendentemente – il dolore delle due ragazze, poi donne. Le mollette da bucato che pinzano la faccia e il collo di Giacomina rappresentano, si intuisce, l’autolesionismo di Giacomina, che la spinge anche fino a tentare il suicidio. Divertente e grande prova di attrici è la scena dissacratoria della chiesa. L’autore sottolinea più volte il ruolo che le persone intorno a Giacomina hanno affidato alla fede religiosa, fatta di preghiere, messe, abitudini devozionali. Dovrebbe aiutarla a tranquillizzarla e le preghiere dovrebbero bastare a farla guarire. Non è così. Come non basteranno neanche le pillole. Clara Bray ed Eletta Del Castillo dominano la mimica facciale in modo tanto impressionante quanto efficace.
– Stefania Fiducia, culturamente.it