testo inedito di Fabrizia Ramondino
regia e scene Mario Martone
con la collaborazione di Ippolita di Majo
con Lino Musella, Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca
costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
con i contributi di Ernesto Tatafiore (strumenti musicali), Pasquale Scialò (sinfonia degli attacchi), Anna Redi (tango)
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
In una stanza, campo di battaglia affettiva, un compositore in canottiera e pantaloncini – incarnato da un folgorante e caustico Lino Musella – si aggira come un Prospero decadente tra strumenti musicali, memorie e rancori. E dialoga con i fantasmi della sua vita trasformati in archi: la madre instabile-violino, la moglie semi anaffettiva-viola, la sfarfalleggiante figlia-violoncello, l’amico-contrabbasso.
Il testo, inedito e visionario, riflette lo stile inconfondibile di Fabrizia Ramondino, autrice napoletana che dopo Morte di un matematico napoletano, ha portato nel teatro la sua scrittura colta, complessa e profondamente politica. Mario Martone, regista e suo complice storico, firma una regia essenziale creando una “camera d’ascolto” del ricordo per un viaggio profondo nella solitudine contemporanea.