
Essere vecchi è avere stanze illuminate dentro la testa. E dentro le stanze persone, che fanno cose», scriveva in una delle sue liriche più struggenti Philip Larkin. Nel caso di Visite, la produzione della giovane compagnia Teatro dei Gordi, la stanza è una camera da letto. Nella camera la vita scorre, dalla gioia al lutto, come un giocoso nastro rosa: coperte, lenzuola, abat-jour, abiti sono attraversati da una corrente continua che è l’energia stessa dell’esistenza, calamita verso le voci e i corpi amati.
Le altre notizie
Le altre notizie
-
Avvenire – Marinoni: “In scena il tragico femminile”
15 Aprile 2026
-
Avvenire – Cabra: «“La Storia” nella mente che legge»
14 Aprile 2026
-
Il Mattino – «Il Misantropo» di Ruth Shammah: «Elogio dei classici»
7 Aprile 2026
-
La Repubblica – Martone e i testi di Ramondino
7 Aprile 2026




