
«Prima dei miei diciotto anni voglio sottopormi all’intervento che mi renderà quello che sono davvero: un uomo». Così afferma Alessandro, il cui nome all’anagrafe è solo un dettaglio. Almeno per lui. Si sente maschio dalla nascita, nonostante quel corpo. Nonostante il mondo. Percorso complesso, il suo. Come complesso è il tema che affronta senza filtri “La madre di Eva“, da stasera al Franco Parenti. Testo tratto dall’omonimo romanzo di Silvia Ferreri (finalista al premio Strega 2018), cui ha messo mano Stefania Rocca, che qui firma anche la regia oltre ad essere protagonista in scena di un lavoro struggente.
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