1972 - 2022 Cinquant’anni del Parenti
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Pueblo

Le recite sono terminate. Clicca qui per i prossimi spettacoli in scena al Parenti.


24 - 29 Aprile 2018

Sala Grande

©Valerie Nagant
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di e con Ascanio Celestini

musiche Gianluca Casadei | voce Ettore Celestini | suono Andrea Pesce | luci Danilo Facco
organizzazione Sara Severoni

produzione Fabbrica srl
coproduzione Romaeuropa Festival e Teatro Stabile dell’Umbria

Incontro
Incontro con Ascanio Celestini
sabato 28 aprile, dopo lo spettacolo
conduce Oliviero Ponte di Pino

Seconda tappa di una trilogia inaugurata a Romaeuropa Festival nel 2015 con lo spettacolo Laika, Pueblo è la nuova produzione dell’istrionico Ascanio Celestini.
L’artista, fra i più rappresentativi del teatro di narrazione in Italia, ritorna negli stessi luoghi in cui palpitava la vita della sua precedente creazione: la periferia, il bar, il supermercato, il marciapiede. Qui vive Violetta, giovane cassiera che sogna di essere regina di un reame popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita. Voci differenti s’incontrano qui per ritrarre un universo fatto di povertà ma capace di brillare come un diamante di rara bellezza o un mondo senza Dio – come quello di Laika – in cui, nonostante tutto, molti miracoli dovranno accadere.
Accompagnato dalle musiche originali composte da Gianluca Casadei, Celestini crea un nuovo ritratto dei margini della società e invita lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti: personaggi che, al di là della loro particolare condizione sociale, come tutti noi affrontano quotidianamente la propria condizione di esseri umani.

Spero di provocare nello spettatore un’identificazione con il barbone o con la prostituta rumena, non perché vive la stessa condizione sociale, ma la stessa condizione umana.
Ascanio Celestini travolge con la sua prosa e la sua recitazione irruente, una pioggia anch’essa che cade sullo spettatore a volte lieve e rinfrescante, a volte fitta e dolorosa, ma che non lascia mai indifferenti; creatore di una catarsi alla maniera ellenica, che tira fuori il marcio dell’essere umano, lo sviscera e lo mette in bella mostra per poi spingerlo via, alleggerendo il cuore.
Nike Francesca Del Quercio – Fermata Spettacolo
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