
Quello che si celebrerà martedì sera ai Bagni Misteriosi del Franco Parenti con Un canto per Milano ha il sapore di un rito collettivo come quelli raccontati da James Frazer nel Ramo d’Oro. Un passaggio di consegne, un farsi da parte consapevole per aprire spazi a chi dovrà fare la Milano del futuro dopo la pandemia. Giovani dai volti ancora sconosciuti al posto del pantheon ufficiale. Andrée Ruth Shammah sa, anche se si schermisce, di far parte di questa costellazione, così come è consapevole che sta per tagliare il ramo sui cui è seduta. Però sa anche che l’uscita da una crisi comporta una cesura fatta di fine e rinascita, dove il fare meneghino si spoglia della sua arroganza e riconquista una dimensione più profonda.
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