
Un testo incalzante e affilato, quello di Harrower, che la regia ha saputo distillare in una composizione pulita e puntuale, scandita in 24 quadri, 4 modellini, il riflesso della luce nella penombra, il tempo che scorre e vari sacchi di farina che vanno e vengono. Dal modo preciso di pronunciare ogni parola, al palco a ridosso dello spettatore, agli effetti speciali video, tutto mira a immergere lo spettatore nell’esperienza della storia che fa sentire e non solo vedere, partecipare e non solo ascoltare.
Le altre notizie
Le altre notizie
-
La Repubblica – Laura Morante: sul palco con mia figlia Eugenia una storia di famiglia e fragilità
26 Ottobre 2026
-
La Repubblica – Bastare a se stessi e avere cura la disabilità che ribalta i ruoli
22 Ottobre 2026
-
L’ultimo abbraccio – Chi come me – Servizio Tg3 Lombardia
21 Ottobre 2026
-
Il Giorno – Quando il teatro è una malattia Da vicino neanche Dante è normale
18 Ottobre 2026




