Cartellone / TeatroLa Grande Età, insiemeAssociazione Pier Lombardo
Gardenia – 10 years later
Alain Platel e Frank Van Laecke
al Piccolo Teatro Strehler
Archivio / TeatroLa Grande Età, insiemeAssociazione Pier Lombardo
Gardenia – 10 years later
Alain Platel e Frank Van Laecke
al Piccolo Teatro Strehler
regia Frank Van Laecke, Alain Platel
musica Steven Prengels
da un’idea di Vanessa Van Durme
creato e interpretato da Vanessa Van Durme, Griet Debacker, Andrea De Laet (†), Richard ‘Tootsie’ Dierick, Danilo Povolo, Gerrit Becker, Hendrik Lebon, Dirk Van Vaerenbergh, Rudy Suwyns
produzione NTGent & laGent (les ballets C de la B + kabinet k)
con la collaborazione di Regione Lombardia / Assessorato Autonomia e Cultura Regione Lombardia
in collaborazione con Piccolo Teatro Milano
Per il 50esimo del Parenti, un appuntamento al Piccolo Teatro di Milano con un cult internazionale che affronta con tenerezza e sollecitudine il tema della transizione di genere e della ricerca d’identità, anche in quella “Grande Età” che è in fondo la stagione più matura dell’essere umano.
"Il regista-coreografo Alain Platel, unico erede di Pina Bausch, scaraventa sulla scena la vita reale restituendocela con una dimensione poetica feroce e commovente.”
ANCORA DALL STAMPA
Cinquecento spettatori in piedi, in lacrime, colmi di gioia, con la testa altrove e, al tempo stesso, così vicina agli artisti. Gardenia, la melodia della felicità, à la manière transessuale.
Le TempsIl canto del cigno, fragile e commovente, di un cabaret di drag queens.
The GuardianGardenia è uno spettacolo commovente. Crudele e buffo, a tratti. Ma soprattutto, tenerissimo. (…) Impossibile non rimanere rapiti da questo dono. Il delicato intreccio della messinscena di Platel e Van Laecke, che avevano già lavorato con Vanessa Van Durme, e la scelta delle musiche (Dalida, ma anche Schubert), ci restituiscono un quadro profondamente umano. Con i suoi amici, Vanessa Van Durme raccoglie e rimette insieme i pezzi della sua vita, per una foto di gruppo indimenticabile.
Le MondeLa loro versione del bolero di Ravel è senza dubbio una delle più belle. Basta un solo gesto, anche minimo, un desiderio, un’intenzione perché la danza ci sia, nonostante l’età.
La Provence
NTGent
Il teatro NTGent vuole mettere in discussione, motivare e coinvolgere un pubblico eterogeneo. Lo fa creando e presentando produzioni clamorose e usando il teatro per il dibattito sociale. Da marzo 2018, la direzione artistica di NTGent è affidata al regista, sociologo e creatore del teatro svizzero Milo Rau. Stefan Bläske, il suo drammaturgo di riferimento, è il suo braccio destro e con Steven Heene è responsabile delle attività artistiche quotidiane.
les ballets C de la B (Gand / Belgio) è la compagnia fondata da Alain Platel nel 1984, oggi conosciuta e apprezzata in Belgio e altrove. Nel tempo ha adottato una struttura composita che riunisce diversi coreografi. Da sempre, les ballets C de la B ama coinvolgere artisti attivi in diverse discipline e di diversa estrazione nel proprio dinamico processo creativo. La miscela unica di diverse visioni artistiche rende impossibile definire esattamente i balletti. Ciononostante, emerge un tratto distintivo, una sorta di “style maison”: popolare, anarchico, eclettico e impegnato e il loro motto è “Questa danza è parte del mondo e il mondo è di tutti”.
Platel e Van Laecke scavano nel profondo e i performers, sostenuti dalle musiche originali di Steven Prengels, rispondono con strenua partecipazione a questa sfida, in cui la danza in senso stretto poco importa, mentre il corpo, il loro corpo, la loro fisicità forzata ad un ritmo incalzante quasi acrobatico, nei momenti migliori diventa poesia e resta a lungo impressa nello sguardo dello spettatore.
la Repubblica
Gardenia è un ritratto, un collage della fluidità di genere, delle gioie e dei dolori dell'invecchiamento e del potere trasformativo dell’arte. Considerare Gardenia semplicemente come un’esibizione dell'arte di esibirsi en travesti, sarebbe limitante. Sostenuto dalla geniale colonna sonora del compositore Steven Prengels, il lavoro è ben più profondo, oscuro e stratificato di così.
The Times
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